Zita e Gita Rezakhany: Il loro incredibile percorso dopo una separazione rischiosa a 11 anni, sfidando l’impossibile

Erano gemelle siamesi, collegate all’altezza del bacino. 😱 Condividevano una vescica, un utero, intestini fusi e tre gambe. 😱 Questa malformazione rara, che colpisce una nascita su 200.000, sconvolse i loro genitori, che non sapevano se le loro figlie sarebbero sopravvissute. La loro madre ha confessato che avrebbe preferito diventare cieca piuttosto che vedere le sue figlie in quello stato.

I primi anni di Zita e Gita furono segnati da cure costanti. Trascorsero molto tempo in un collegio specializzato, dove impararono a vivere con i loro corpi fusi. Ognuna controllava una gamba, mentre la terza rimaneva immobile.

A 10 anni, la salute di Zita peggiorò bruscamente quando smise di mangiare, spingendo la loro madre a cercare una soluzione.

Nel 2003, dei medici russi accettarono di eseguire un’operazione rischiosa per separarle.

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Il 26 marzo 2003, dopo 12 ore di chirurgia, Zita e Gita furono separate. Tuttavia, questa operazione non eliminò le difficoltà.

Ogni ragazza perse una gamba e dovette adattarsi a una salute fragile. La copertura mediatica della loro storia, grazie anche al presentatore Andrey Malakhov, attirò l’attenzione del pubblico, consentendo loro di ricevere aiuti finanziari e medici.

Le difficoltà continuarono. Nel 2010, fu promessa loro una ammissione a una scuola medica di Mosca, ma alla fine fu annullata. Tuttavia, ricevettero il sostegno del presidente della Cecenia, che le aiutò a realizzare il loro sogno di visitare la grande moschea di Grozny.

Nel 2013, studiarono in una scuola religiosa dove impararono l’islam e l’arabo. Ma la salute di Zita peggiorò ulteriormente e nel 2015 morì per insufficienza organica multipla.

La perdita di Zita fu un colpo devastante per Gita. Continuò a vivere in Kirghizistan, dove creò un centro di assistenza per bambini disabili con sua madre. Nel 2018, ottenne un passaporto russo, che le permise di ricevere trattamenti medici in Russia. Nel 2019, a Gita fu diagnosticato un cancro al colon, che superò dopo un’operazione. Attualmente è in remissione.

Gita condivide il suo percorso attraverso un blog popolare, dove parla del dolore di perdere sua sorella e del suo desiderio di vivere una vita “normale”. Sebbene abbia spesso provato gelosia nei confronti delle sue sorelle non disabili, ha imparato ad accettare la sua condizione.

La storia di Zita e Gita illustra la forza della resilienza umana di fronte a sfide estreme, mettendo in luce la complessità di vivere con una disabilità grave.

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